Dichiarazione

Per la riscoperta del medico di famiglia

Città del Vaticano, 16 novembre 2023

Come sorelle e fratelli, figli dello stesso Padre, sentiamo il bisogno di lanciare un appello urgente per riscoprire la figura del medico di famiglia, fattore decisivo per l’umanizzazione delle nostre società.

Questo appello giunge in un momento di incertezza, in cui tutti noi siamo chiamati ad affrontare crisi dalle manifestazioni drammatiche: sanitarie, economiche, migratorie, ecologiche o belliche.

Siamo convinti che la riscoperta e il necessario riconoscimento del ruolo del medico di base e del suo rapporto con il paziente[1] possa diventare un fattore decisivo per l’umanizzazione delle nostre società, soprattutto dopo la pandemia di COVID19.

Le ragioni principali di questa petizione sono tre:

  1. Dai tempi di Ippocrate a oggi, il rapporto tra medico e paziente è stato al centro del sistema sanitario, una priorità che non solo va rispettata, ma anche sostenuta e promossa[2] . A causa della mancanza di un’adeguata comprensione della vocazione umanizzante del sistema sanitario, negli ultimi anni molti attori sociali e sanitari hanno adottato altre priorità, motivo per cui in tempi di pandemia abbiamo dovuto pagare un prezzo così alto.
  2. Il rapporto medico-paziente è anche alla base di un sistema sanitario che adotta come priorità la prevenzione e una visione olistica della salute[3] . Il medico che accompagna il suo paziente e la sua famiglia per tutta la vita è una risorsa umana unica non solo per il sistema sanitario, ma per la società stessa. I medici promuovono una visione armonica della salute nel contesto di una vita sana, riconoscendo il valore intrinseco di ogni persona e la natura decisiva delle relazioni familiari. In questo modo, i medici contribuiscono a fondare il sistema sanitario sulla prevenzione. Quando il rapporto medico-paziente viene meno o si interrompe, il sistema sanitario è condannato a intervenire solo quando la situazione del paziente è già degenerata, con costi umani e sociali molto elevati.
  3. Infine, il rapporto medico-paziente è un antidoto al condizionamento dei sistemi sanitari da parte di altri tipi di interessi non legati alla salute e al benessere dei cittadini. In alcuni casi, l’aver trascurato questo rapporto ha portato i sistemi sanitari a condizionare i propri obiettivi alle motivazioni di profitto di aziende o individui legati a questo settore. In altre occasioni, la trascuratezza del rapporto medico-paziente ha portato alla politicizzazione del sistema sanitario, utilizzando le esigenze di medici e pazienti come merce di scambio politico.

Papa Francesco ha lamentato che “la figura del medico di famiglia è quasi scomparsa”, con il rischio che “si trascuri la buona qualità dei servizi sanitari territoriali; oppure che questi risultino talmente burocratizzati e informatizzati, che le persone anziane o poco istruite si trovino di fatto escluse o emarginate”[4] .

Associazioni di pazienti e medici di tutto il mondo, tra cui l’organizzazione no-profit SOMOS Community Care, e altre istituzioni attive nel mondo della salute e  la società civile, con il supporto della Pontificia Accademia per la Vita, lanciano  questo appello a tutti gli attori sociali e politici affinché uniscano le forze e rimettano il rapporto medico-paziente al centro dei nostri sistemi sanitari.

Allo stesso tempo, questa Dichiarazione riconosce il ruolo quotidiano svolto da milioni di medici nei cinque continenti, che non solo costituiscono la prima linea dei nostri sistemi sanitari, ma talvolta vanno ben oltre, diventando i “buoni samaritani” di ogni persona.


[1] Cfr. Saluto del Santo Padre Francesco ai partecipanti al Simposio promosso dall’Organizzazione   “Somos Community Care” di New York, 20 settembre 2019.

[2] “People-Centered Health Care”, technical papers, Organizzazione Mondiale della Sanità.

[3]  Cfr. Carta degli Operatori sanitari

[4] Papa Francesco, 14 novembre 2022

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