In Italia, la carenza di medici di base è una questione sempre più preoccupante, con significative implicazioni per l’assistenza sanitaria territoriale. Secondo dati recenti, nel 2023 il numero medio di pazienti per medico di famiglia nella provincia di Bergamo ha raggiunto 1.575, superando il limite standard di 1.500 assistiti per medico. Questo sovraccarico è attribuito alla mancanza di nuovi medici che scelgono la medicina generale, scoraggiati da eccessiva burocrazia, retribuzioni non competitive e carenza di personale di supporto.
A livello nazionale, il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL) ha evidenziato che in Italia mancano almeno 10.000 medici di base, posizionando il Paese al di sotto di nazioni come Francia e Germania in termini di dotazione di medici per abitante. Questa carenza è destinata ad aggravarsi nei prossimi anni a causa dei numerosi pensionamenti previsti.
Per affrontare questa emergenza, il governo ha introdotto misure come l’estensione dell’età pensionabile per i medici del Servizio Sanitario Nazionale fino a 72 anni, su base volontaria e senza incarichi dirigenziali apicali. Inoltre, è stata prevista la possibilità di richiamare in servizio medici già in pensione dal 1° settembre 2023.
Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha sottolineato l’importanza del ruolo dei medici di base nel decongestionare i pronto soccorso, invitandoli a contribuire attivamente alla gestione dell’assistenza territoriale. Ha inoltre ribadito l’impegno del governo nell’investire nelle case di comunità per potenziare l’assistenza sul territorio.
Nonostante questi sforzi, la situazione rimane critica, con milioni di italiani che rischiano di rimanere senza un medico di famiglia, soprattutto nelle regioni del Nord. È essenziale una pianificazione strategica e investimenti mirati per garantire un’adeguata assistenza sanitaria a tutta la popolazione.
